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John Grasby

British Army 4th Btn. East Yorkshire Regiment

John Grasby (1911-1975) nasce il 13 maggio 1911 a Glanford Brigg, un distretto rurale nel Lincolnshire, e si arruola nel Territorial Army nel 1927, prestando servizio fino al 1933. In questo periodo, John, lavora anche come insegnante in una scuola.

Il 16 gennaio 1939 si arruola nel 4° battaglione del East Yorkshire Regiment, con il grado di caporale. Prende parte all’evacuazione di Dunkerque, in Francia, nel giugno 1940. Nel 1942 è inviato in Nord Africa con la 50th Infantry Division. È catturato dai tedeschi durante la battaglia di Bir Hacheim. Viene poi consegnato agli italiani. 

In Italia, Grasby transita per il PG 66 di Capua, il PG 53 di Sforzacosta, il PG 106 di Vercelli (distaccamento di Castell’Apertole) dal 19 maggio all’5 agosto 1943,  e infine il PG 112/4 di Gassino (uno dei campi di lavoro collegati al PG 112 di Torino. Qui, appresa la notizia dell’armistizio dell’8 settembre, evade insieme ad altri tredici prigionieri alleati il 10 settembre 1943. 

Sono fuggito dal campo di lavoro di Gassino, a Torino, il 10 settembre e mi sono nascosto con 13 compagni di prigionia in un bosco a circa tre chilometri dal campo fino al 30 settembre. Il primo ottobre io e sette compagni ci siamo uniti ai partigiani sulle montagne vicino a Valle di Lanza.

Durante il primo giorno con i partigiani, Grasby assiste all’arrivo di sette carri armati tedeschi che aprono il fuoco e li costringono alla fuga. A questo punto, a Grasby si offre la possibilità di vivere presso una famiglia di Torino che sfollata a Forno Canavese.

Salvo rari casi, tutti i prigionieri di guerra alleati sono stati trattati molto bene da tutte le classi sociali della popolazione piemontese. Ci hanno sempre dato cibo, alloggio, vestiti, denaro in numerosi luoghi, nonostante la pena di morte imposta dai nazifascisti. La maggior parte della popolazione è decisamente antifascista.

Grasby rimane presso la famiglia di Forno Canavese per soli cinque giorni, dal 7 al 12 ottobre 1943, quando è costretto a fuggire a causa dell’arrivo in zona di una colonna tedesca di oltre tremila uomini che, per tre giorni, pattuglia la zona.

Il mio amico italiano (Amato Milano) mi portò a Favria (13 km da Forno) dove ho vissuto con sua sorella fino all’aprile 1944. A quel punto i partigiani si erano procurati armi e mezzi di trasporto e avevano iniziato a compiere incursioni moleste, così decisi di andare con loro.

Nell’aprile 1944 Grasby si unisce alla Brigata Garibaldi della Valle Orco, in cui sono presenti altri cinque ex prigionieri di guerra, dei quali assume il comando. Il comandante partigiano impedisce al gruppo di ex prigionieri di usare le armi e di prendere parte alle incursioni, assegnando loro solo compiti di cura e gestione degli accampamenti e delle postazioni partigiane situate in montagna. 

Il 30 luglio lasciai le montagne e scesi in pianura dove il 31 luglio mi unii a una squadra di sabotatori guidata da un siciliano di nome Angelo di Sant’Antonio, Favria Canavese. Rimasi con la squadra fino al 20 agosto. Nelle settimane in cui rimasi con la squadra i tedeschi e i fascisti stavano effettuando grandi operazioni di rastrellamento e noi distruggemmo tre ponti, poligoni elettrici e tagliammo anche i fili del telefono.

Il 20 agosto 1944 la squadra si scioglie a causa di mancanza di attività da svolgere in zona. Grasby ritorna a Forno Canavese, dove l’attività dei partigiani in montagna, nonostante la scarsa organizzazione, è ancora molto intensa. In questo periodo l’ex prigioniero ha modo di rendersi conto delle difficoltà affrontate dalla Resistenza e della pericolosità costituita dalla presenza di spie tra i civili. Spinto dalla necessità di trovare protezione, torna da Amato Milano e rimane nascosto in casa sua fino al termine del conflitto. 

I partigiani erano male organizzati e non avevano nessuna voglia di opporre resistenza agli attacchi dei tedeschi e siccome diventava sempre più difficile muoversi a causa delle spie, tornai nella casa di Amato Milano a Forno, dove rimasi nascosto dal 20 agosto fino alla fine della guerra.

Nel 1945 Grasby riesce a segnalare la sua posizione a un’unità sudafricana presente a Torino e nello stesso anno viene rimpatriato nel Regno Unito. La sua carriera militare prosegue anche dopo la guerra. Negli anni Cinquanta presta servizio in Malesia, Austria e Germania. Il 31 agosto 1957 la regina Elisabetta gli conferisce la medaglia “Long Service and Good Conduct” per la sua carriera militare. 

Campi legati a questa storia

Bibliografia/Fonti
  • The National Archives, WO 344/123/2
  • wartime memories project.com, The Green Howards Association website