David Charles Colwell
197/61st Light Anti-Aircraft Regiment Royal Artillery
David Charles Colwell nasce a Norbury, nel quartiere londinese di Croydon, e dopo aver frequentato le scuole locali, nel 1938 si arruola nelle forze di riserva dell’esercito presso la City of London Yeomanry. La chiamata alle armi arriva l’anno successivo, il 1939, anno in cui David viene dislocato in Nord Africa nella Light Anti Aircraft Regiment Royal Artillery fino al 1942, quando, a seguito dell’evacuazione di Mersa Matruh, il 28 giugno la città e il suo reggimento vengono accerchiati dai tedeschi e lo stesso David, insieme ai suoi commilitoni, viene fatto prigioniero dalle forze dell’asse.

Mappa disegnata a mano dell’Italia settentrionale / Hand-drawn map of northern Italy
David viene trasportato a bordo di un’imbarcazione sulle coste italiane e trasferito nel campo di concentramento di Chieti, dove rimane per circa quindici mesi. La notizia dell’armistizio dell’otto settembre 1943 viene accolta con timore e agitazione all’interno del campo, le guardie italiane disertano in massa e il Senior British Officer impartisce la dottrina del “cool calm and collected”. Nel frattempo, i paracadutisti tedeschi circondano il campo e organizzano il trasferimento dei prigionieri al campo di Sulmona, dove David e gli altri militari detenuti trascorrono cinque giorni. Il 30 settembre gli ufficiali britannici annunciano che ci sarebbe stato un ulteriore trasferimento verso una località ignota. I prigionieri vengono caricati su treni bestiame e divisi all’interno dei vagoni in cui David si ritrova a condividere gli spazi con altri prigionieri di sua conoscenza, fra cui Bill Magsen, Jim Devenald, Nick Rennie e Doug Truckle. Al momento della partenza, David decide di tentare la fuga sfruttando i rallentamenti del treno e dopo alcune occasioni fallite, lui e altri prigionieri decidono di gettarsi dalle finestre insieme ad alcune provviste.
Non sono stati sparati colpi né è stato dato l’allarme, quindi la situazione sembrava sicura. Abbiamo concordato con Rollo Price di lanciare il nostro kit alla fermata successiva e poi, dieci minuti dopo, la tensione è cessata, siamo saltati a terra da un’altezza di circa quattro metri e ci siamo nascosti sotto un camion merci nelle vicinanze, in un fosso.
Nelle ore seguenti il gruppo di prigionieri si dirige verso le montagne e inizia a percorrere i ripidi sentieri dei pastori nel tentativo di imboccare la giusta direzione verso il sud. Il gruppo, inizialmente di cinque uomini, si divide e Doug e David proseguono insieme il cammino fino al giorno successivo, quando arrivano nei pressi di un villaggio e vengono fermati da alcuni pastori.
Il pastore ci passò accanto senza vederci, ma un anziano che guidava le pecore in fondo al gregge ci vide e gridò al primo, che tornò indietro di corsa […] Cominciarono con una filippica contro i tedeschi e poi ci offrirono da mangiare […] Il pastore ci disse che si chiamava Cesare, aveva 35 anni, possedeva molti terreni e ci invitò a restare con lui.
Cesare fornisce a David e Doug l’acqua e le provviste necessarie e successivamente li conduce presso una capanna per ripararli dalla pioggia e permettere loro di trascorrere la notte all’asciutto. La moglie di Cesare prepara loro il pranzo che consiste in ciotole piene di pasta al sugo, pane e il tutto viene consumato all’interno di un’enorme pentola che viene condivisa dai quattro uomini presenti mentre la donna resta in disparte.
A quanto pare, è consuetudine che le donne non si siedano mai a tavola con i loro uomini. Durante il nostro viaggio, nessuna donna ha mai agito diversamente da una serva in questo senso. Finito il pasto, caricava il cesto sulla testa e camminava tranquillamente per un paio di chilometri fino a casa sua. Ci stupiva sempre il fatto che queste contadine riuscissero a trasportare carichi così pesanti.
I primi giorni di ottobre David conosce altri abitanti del piccolo paesino di Prezza, nell’entroterra aquilano, tra cui instaura un rapporto di solida amicizia con Nino e Domenico, due giovani ragazzi antifascisti, che introducono il militare inglese all’interno degli usi e costumi della vita nel villaggio. In quel periodo David è costretto spesso a spostarsi da un alloggio all’altro ma fortunatamente gli viene indicato un riparo sicuro presso una grotta nei pressi della casa del pastore che si trovava con Cesare il giorno del loro arrivo a Prezza.
La permanenza nel paese gli consente di osservare da vicino lo stile di vita estremamente precario dei contadini e dei pastori, i quali indossano vestiti logori, dispongono di pochissime risorse alimentari e la sporcizia dilaga all’interno delle abitazioni.
Gli italiani erano molto a corto di vestiti, i loro erano molto malridotti e rattoppati, e questo la dice lunga sul loro gesto di fornirci questi e altri indumenti che difficilmente potevano permettersi di dare via […] La sporcizia era indescrivibile in tutti questi villaggi […] Le case erano sporche, i vestiti sudici e le cimici dei letti ovunque.
Nonostante le pessime condizioni igienico sanitarie e la miseria dilagante, David si rende conto che i pastori e i contadini indossano sempre biancheria intima pulita e soprattutto quello che davvero sembra non mancare mai a lui e Doug è il cibo, il quale arriva puntuale ad ogni ora dei pasti e in discreta abbondanza. David in ripetute occasioni si trova in difficoltà nel rifiutare le pietanze che gli vengono offerte, dal momento che gli italiani sembrano non accettare risposte negative alle loro offerte di cibo.
Un ulteriore dettaglio che David nota frequentando gli abitanti di Prezza riguarda i loro ingenti possedimenti di denaro in forte contrasto con la povertà e la precarietà che contraddistingue la loro vita. Il fatto che questi italiani posseggano così tanto denaro, dopotutto, è un elemento a favore dei prigionieri di guerra, sui quali i nazifascisti hanno messo delle taglie.
Gli italiani non volevano denaro e quindi avevano scarso interesse per le ingenti somme offerte dai tedeschi in cambio di informazioni sui prigionieri evasi. La situazione sarebbe potuta essere molto diversa se come ricompensa fossero stati offerti dei vestiti.
La vita nel piccolo paese di Prezza trascorre, nella percezione di David, in maniera molto monotona, inframezzata dai lavori agricoli in cui egli aiuta Cesare soprattutto con l’aratro e dalla preoccupazione data dall’eccessiva lentezza con cui l’esercito Alleato sta avanzato da sud verso l’Italia centrale. David è costretto a cambiare spesso alloggio e con l’arrivo dei primi freddi autunnali il tempo da trascorrere all’aperto è sempre meno, di conseguenza la permanenza in casa inizia a far emergere le tensioni con Nino, il quale sembra non comprendere i timori dei due prigionieri evasi, fra tutti il pericolo di essere catturati nuovamente dalle truppe germaniche che pattugliano la zona.
8 ottobre 1943. Sono rimasto tutto il giorno in casa. Ero molto infastidito da Nino. Ogni volta che suggerivamo qualche precauzione adeguata, lui e gli altri esclamavano “Paura Tedeschi?” (Avete paura dei tedeschi?) o qualche altra osservazione altrettanto insensata.
Le settimane successive David contrae una forma acuta di dissenteria che lo costringe a stare a letto e che gli causa un rapido deperimento. Le persone del luogo che si prendono cura di lui faticano a comprendere che per il suo malessere è meglio prediligere un’alimentazione di liquidi e per questo, in alcune occasioni, seppur debole, David è costretto a bisticciare con le donne in casa. In quel periodo le incursioni dei tedeschi nei paesi limitrofi acuiscono il timore che episodi simili possano verificarsi anche a Prezza, per tanto a Doug e David, che è ancora malato, viene consigliato di recarsi in montagna e successivamente di dirigersi a sud per ricongiungersi con gli Alleati.
Il 19 ottobre 1943 David, Doug e alcuni pastori del villaggio, tra cui Cesare, che si sono offerti di accompagnarli per un breve tratto, si mettono in cammino verso le montagne. Alcuni abitanti del paese si presentano al momento della partenza per porgere il loro saluto di addio e per augurare buona fortuna ai due militari inglesi.
La madre di Domenico arrivò per salutarci con le lacrime agli occhi: quelle lacrime non erano per noi, ma perché i tedeschi avevano sfondato il suo fienile e rubato le sue scorte invernali di grano. Per divagare, abbiamo scoperto che in tutti i villaggi che gli Unni conquistavano, sotto la minaccia delle baionette, prendevano tutto il bestiame, il grano, la farina ecc. e facevano andare a male tutto il vino.
Il viaggio da Prezza verso il Sud Italia si rivela particolarmente difficoltoso a causa dei sentieri scoscesi, della mancanza di conoscenza della geografia locale e della paura di incappare nelle truppe tedesche senza conoscere il loro posizionamento sul territorio. Numerosissimi sono gli incontri con i pastori e le donne contadine delle zone che attraversano, i quali si dimostrano tutti disposti a fornire aiuto e supporto. Procedendo in direzione Sud, Doug e David incontrano altri prigionieri evasi nella località di Frattura vecchia, nei pressi del lago di Scanno.
Alla fine arrivammo a un sentiero mulattiero e lo percorremmo fino a quando incontrammo una contadina a cavallo di un mulo, alla quale chiedemmo ospitalità per la notte, dato che ormai si stava facendo buio. Lei ci indicò Old Frattura. Arrivati lì, fummo accolti da un sudafricano del T.S.M. e da un maltese dell’Hampshire Regiment, che ci portarono nel loro fienile dove trascorremmo la notte.
Grazie all’aiuto dei militari britannici, David e Doug ottengono una mappa dell’area in cui si trovano e riprendono il cammino lasciandosi alle spalle piccole frazioni e il lago di Scanno, proseguono fino al paesino di San Lorenzo e giungono nei pressi di Roccaraso divenuta notoriamente una roccaforte dei tedeschi. Con l’obiettivo di aggirare le truppe germaniche, David e Doug cercano di seguire i sentieri percorsi dai pastori con il bestiame e, grazie all’aiuto di un pastore, riescono ad evitare una colonna tedesca che staziona presso la fonte dell’acqua. Il pastore conduce i due militari nella sua abitazione e offre loro del cibo.
La loro era vera ospitalità e hanno insistito affinché mangiassimo e bevessimo dalle loro scarse provviste. Ricordo in particolare del maiale che era davvero delizioso e si scioglieva in bocca come burro. Il nostro ospite ci ha dato istruzioni precise per attraversare la valle, ma non ha voluto accompagnarci.
Dopo qualche giorno di cammino, David e Doug arrivano a nord di Bari, dove, finalmente, possono ricongiungersi con gli eserciti Alleati. David, in un primo momento viene inviato in Nord Africa, in Marocco, per ristabilirsi e successivamente rimpatriato in Inghilterra dove trascorrerà gli ultimi anni del conflitto insieme ai suoi genitori.
Campi legati a questa storia
Bibliografia/Fonti
The Second World War Experience Centre- Otley, North Yorkshire