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Charles Edwin West

Charles Edwin West  nasce il 31 marzo 1916 e partecipa al secondo conflitto mondiale in qualità di pilota di aerei da guerra Bristol Bombay nel 216° squadrone della Royal Air Force. West decolla con il suo aereo dalla base di Fuka nel nord dell’Egitto il 16 novembre 1941, con lo scopo di trasportare paracadutisti nei pressi di una base aerea nemica situata a El Gazala, in Libia. Durante il volo, l’aereo viene colpito dal fuoco nemico e West, nonostante abbia perso il controllo del velivolo, con una manovra disperata tenta il rientro nelle linee alleate, ma si rende conto di essere a corto di benzina e dunque è costretto ad atterrare nel deserto. L’atterraggio avviene il 17 novembre e il giorno seguente West tenta nuovamente di raggiungere le basi alleate, ma il velivolo sul quale viaggia viene nuovamente colpito dal fuoco nemico. Lo schianto avviene nei pressi di Tobruk e West, dopo aver perso conoscenza per oltre cinque giorni, il 24 novembre si ritrova prigioniero in un campo tedesco nei pressi di El Gazala. Dopo aver transitato presso gli ospedali di Derna e Benghazi, e successivamente in Grecia, West viene consegnato agli italiani e condotto presso il PG 85 di Tuturano, una frazione del comune di Brindisi. A marzo viene trasferito nel PG 65 di Altamura-Gravina dal quale, il 3 marzo 1942, tenta la fuga dopo aver provocato un cortocircuito delle luci del campo. Superate le mura del campo, West si dirige verso Brindisi camminando per tre notti di seguito per poi fermarsi, per circa trentasei ore, in un rifugio di fortuna, a causa della malaria che aveva contratto. 

Ho camminato per tre notti, nascondendomi durante il giorno. In seguito, mi sono nascosto per 36 ore in una capanna di pietra a 40 miglia a nord-ovest di Taranto, perché avevo la malaria, poi ho proseguito per altre due notti, raggiungendo Noci il 9 marzo.

Durante il cammino, le condizioni meteorologiche avverse e la scarsità delle provviste spingono West a trovare un riparo, ma, mentre attraversa la strada, viene fermato da un agente di polizia italiano che lo conduce presso la caserma militare di Noci. Il giorno seguente West viene ricondotto presso il PG 65 in cui rimane fino a maggio del 1943, quando viene trasferito nel PG 52 di Pian di Coreglia in provincia di Genova. Il 9 settembre 1943, il giorno seguente all’annuncio dell’armistizio, West e gli altri prigionieri vengono caricati dai tedeschi su un treno diretto in Germania.

Il treno si è fermato a Dolcè verso le 05:30 del 13 settembre, siamo usciti dal buco e ci siamo sdraiati sui binari sotto il treno finché la sentinella non si è allontanata. Poi siamo scesi lungo la scarpata e siamo finiti in mezzo ad alcuni vigneti. Ci siamo nascosti in una siepe fino a quando, con il buio, abbiamo camminato lungo il fiume Adige fino a trovare una capanna di pietra, dove abbiamo dormito fino al mattino successivo. Un contadino ci ha trovato e ci ha dato degli abiti civili e del cibo

Dopo la seconda fuga, con alcuni prigionieri presenti sul treno, West si stabilisce presso la casa dell’uomo che aveva prestato loro i primi soccorsi, lavorando alle sue dipendenze e ricevendo in cambio delle coperte e soprattutto del chinino per curare la malaria che ormai lo affligge da diversi mesi. Il 22 ottobre 1943 alcune squadre di fascisti si mettono sulle sue tracce e West è costretto a spostarsi verso le montagne dove si nasconde tutto l’inverno, fino al 13 aprile 1944, trovando alloggi di fortuna presso le famiglie della zona e procacciandosi del cibo durante gli spostamenti notturni.

Durante la clandestinità in montagna, sono stato dal 16 dicembre 1943 al 16 gennaio 1944 e dal 16 marzo al 13 aprile presso una famiglia vicino a Molina e per il resto del tempo ho vissuto in baite e di notte mi procuravo cibo da case isolate. Il 13 aprile sono tornato dai miei amici a Verona dove sono rimasto fino al 10 agosto 1944.

A Verona West ha l’opportunità di ascoltare Radio Londra, venendo a sapere che le truppe britanniche si sono assestate al confine franco-svizzero. Decide così di attraversare la frontiera con la Svizzera per cercare di mettersi in contatto con le truppe alleate o, al massimo, con i gruppi partigiani operativi al confine. Arrivato a piedi a Spiazzi alla fine dell’agosto 1944, West tenta di ottenere un passaggio in barca sul lago di Garda, ma viene fermato da un gruppo di partigiani locali che inizialmente non si fidano di lui, ritenendolo una spia. 

Sono entrato in contatto con una donna per richiedere una barca, ma lei, pensando che fossi una spia, ha mandato a chiamare il capo dei partigiani. Quando è arrivato ho chiarito la mia identità e alla fine mi sono unito a questo gruppo, anche se all’inizio volevano fucilarmi. Sono rimasto con loro fino al 7 gennaio 1945 nella zona di Monte Baldo.

Durante il periodo trascorso con i partigiani, West viene incaricato di catturare i nazifascisti e di provvedere alla loro esecuzione, lavorando e collaborando anche agli interrogatori dei prigionieri.  A causa della neve, le attività della banda si interrompono e, a questo punto, West decide di raggiungere la Svizzera. Arrivato a piedi nei pressi del lago Idr, si dirige ad Anfo, in provincia di Brescia, utilizzando una barca. Qui trascorre alcune notti in una stalla e successivamente prosegue il cammino verso Persegno, dove è costretto a fermarsi a causa della neve.

A Persegno ho preso contatti con il capo del gruppo partigiano e ho lavorato con loro fino alla fine di aprile del 1945. Durante questo periodo due paracadutisti americani sono scesi a Serle con una radiotrasmittente e hanno comunicato via radio di voler effettuare un lancio di armi per noi. I rifornimenti dovevano essere sganciati a nord-ovest del lago d’Idro, dove io avevo l’incarico di segnalare l’aereo. Uno è arrivato ma non ha sganciato il carico. Il tempo era peggiorato, rendendo impossibile il lancio,

Dopo il fallimento del lancio di munizioni, i tedeschi iniziano la loro ritirata e in questo contesto il gruppo di West è particolarmente attivo in azioni contro i nazifascisti; in un’occasione riescono a fermare una colonna motorizzata tedesca in ritirata verso Trento. Via radio, West invia la richiesta di supporto aereo per le operazioni contro i nemici in ritirata, e questa volta riesce a ottenere l’aiuto necessario ad arrestare il nemico e catturare oltre 600 prigionieri.

A questo punto, West può finalmente fare rientro nelle linee alleate, recandosi presso il quartier generale della 34a divisione statunitense, che lo introduce alla sezione d’intelligence, con la quale collabora comunicando i rilievi da lui effettuati relativi alle infrastrutture e alle vie di comunicazione. Il 1° maggio West riferisce i suoi rapporti anche alla divisione d’intelligence britannica, facendo emergere tutte le attività di sabotaggio da lui condotte durante la sua permanenza in Italia negli ultimi due anni.

Dall’11 settembre 1943 al 1° maggio 1945 ho eseguito il maggior numero possibile di piccoli atti di sabotaggio, come tagliare i fili del telefono, far rotolare massi sulle strade di notte e mettere sabbia nei serbatoi di benzina di camion e automobili.

Bibliografia/Fonti

TNA, WO 208/3327