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Charles Clifford Norden

WO 208/3324/6

Charles Clifford Norden, un operaio impiegato nella cantieristica navale residente a Durham (poco a sud di Newcastle), viene catturato insieme a tutto il suo battaglione, il 9° della Durham Light Infantry, in Nord Africa il 29 giugno 1942. Dopo una breve permanenza in Libia, di cui però non abbiamo notizie certe, il 6 agosto 1942 è già nel PG 82 di Laterina, dove rimane per circa un anno, fino al luglio del 1943. In questo periodo, viene assegnato ad un distaccamento di lavoro del PG 82, anche se nel suo racconto non specifica quale esso fosse.

L’evasione di Norden e dei suoi compagni avviene senza grosse difficoltà. All’annuncio dell’Armistizio tra l’Italia e gli Alleati, le guardie italiane si allontanano e i prigionieri «lasciarono il campo senza essere fermati».

Norden, insieme ad un altro prigioniero il cui nome non ci è noto, si allontanano dal campo nella mattina dell’11 settembre 1943, costeggiando la cittadina di Borgo San Lorenzo. Ben presto, riescono a farsi accogliere da alcuni contadini, i quali vivono in una fattoria vicina, ricevendo anche abiti civili da indossare. Alla fine del mese partono nuovamente, diretti verso sud. La loro marcia tocca Arezzo, Cortona, Perugia, Macerata e Ascoli. Qui, «incontrammo un ufficiale italiano che ci consigliò di andare a San Benedetto del Tronto da dove, ci disse, sarebbe stato possibile fuggire con una barca». Tuttavia, una volta giunti lì, i due scoprono che questa possibilità è ormai sfumata.

Nonostante questo, i due non si perdono d’animo e si uniscono ad un gruppo più grande di dieci ex-prigionieri britannici in marcia verso sud. Con questi ultimi attraversano i borghi di Bellante e Cellino. A Cellino il gruppo di divide nuovamente perché la presenza nemica si fa più costante: «incrociammo alcuni tedeschi, ma riuscimmo a disperderci e scappare». Norden è nuovamente solo con il suo ignoto compagno.

Tornammo indietro a Montalto delle Marche dove fummo accolti da un contadino per un mese. Ripartimmo alla fine di gennaio 1944 e, passando per Terni, arrivammo finalmente ad un villaggio vicino Roma chiamato Monte Bono (sic.) all’incirca alla fine di febbraio. Qui un italiano ci diede degli stivali e dei vestiti tramite la Croce Rossa vaticana. Proseguimmo fino a Tivoli, dove incontrammo altri prigionieri [fuggiaschi], i quali ci dissero che era impossibile proseguire verso sud.

Senza demordere, i due fanno semplicemente marcia indietro attraversando nuovamente gli Appennini fino a Macerata. Nella zona incontrano un gruppo di partigiani, i quali li informano che si stava organizzando l’evacuazione via mare di un gruppo di prigionieri fuggiaschi e dell’equipaggio di un bombardiere Halifax abbattuto nella zona in precedenza.

Tuttavia, evidentemente, nemmeno questa opportunità si concretizza, perché in maggio Norden è ancora nei pressi di Macerata ed il gruppo di prigionieri è costretto a disperdersi per via della rinnovata attività tedesca. Norden, il soldato semplice Williams ed un altro fuggiasco di cui non viene riportato il nome, decidono di tentare la fortuna verso nord, sperando di poter attraversare la frontiera con la Francia. Non sappiamo molto del viaggio, ma i tre passano per Cingoli, Città di Castello e infine Bibbiano, dove sono sorpresi dai tedeschi. Norden riesce a fuggire nella confusione, ma i suoi compagni vengono probabilmente catturati.

Isolato e senza una guida, Norden vaga tra i borghi del centro Italia, passando per Vicchio, Borgo San Lorenzo e Pistoia in Toscana, fino a Sestola in Emilia-Romagna, dove arriva nel giugno 1944. Alla fine del mese lo ritroviamo però a Vinadio (in provincia di Cuneo), molto vicino al confine franco-italiano. Norden non si dilunga a spiegare come sia arrivato nel borgo, tuttavia, è probabile abbia preso contatti con partigiani della zona del Modenese, i quali lo devono aver indirizzato verso ovest. A Vinadio, però, Norden non passa subito la frontiera:

Mi unii ai partigiani e presi parte a tutte le loro attività, per lo più sabotaggi. Intorno al 10 agosto incontrai un paracadutista inglese, il quale mi disse di restare dov’era per il momento. Due giorni dopo due divisioni tedesche arrivarono nelle vicinanze. Dopo alcune scaramucce la banda partigiana si disperse e ci sbandammo tutti. Nei successivi cinque giorni mi nascosi nei boschi. Poi mi fu detto che gli Alleati erano sbarcati nel sud della Francia e decisi di dirigermi là.

Norden, guidato da un italiano, si mette in marcia, incappando nuovamente nel paracadutista britannico (evidentemente un uomo appartenente a qualche unità speciale o agli stessi servizi segreti) il quale lo incarica di mettersi in contatto con un maggiore britannico a Puget-Théniers, una volta varcata la frontiera.

L’attraversamento riesce solo il 20 agosto, quando Norden ed il suo compagno giungono nel villaggio francese di Saint Sauveur, dove si mettono in contatto con i partigiani francesi. Questi portano Norden a Puget-Théniers dall’anonimo maggiore. «Per le tre settimane successive lo accompagnai nei suoi viaggi attraverso la campagna». Evidentemente, anche il maggiore in questione era coinvolto in qualche attività dietro le linee nemiche.

Infine, Norden e l’ufficiale entrano a Nizza il 28 agosto 1944, mentre la città viene liberata. Norden prosegue quindi per Avignone, Lione e, infine, Parigi, da dove viene inviato nel Regno Unito, arrivandovi il 1° ottobre 1944. Aveva passato due anni e mezzo in Italia, prima da prigioniero e poi da fuggiasco, sopravvivendo a lungo nell’Italia centrale e nord-occidentale grazie all’aiuto della popolazione e quindi, con ogni probabilità, venendo coinvolto nella attività Alleate a supporto della Resistenza locale.

Campi legati a questa storia

Bibliografia/Fonti

TNA WO 208/3324/6, Norden, C C. Escape/Evasion Reports: Code MI9/SPG: 2618