Gli aiuti

Vezio Tommasinelli

Agli inizi di ottobre 1943 Vezio, di professione dentista, è informato che nei pressi delle colline di Gassino si è stabilito un piccolo gruppo di ex prigionieri inglesi composto da Ernest Frith, George Repper, Geoffrey Roberts (questi ultimi due poi ricatturati dai tedeschi) fuggiti dopo l’armistizio dal PG. 112/4, ubicato in zona. Fornisce loro assistenza medica, una piccola somma di denaro e alcuni abiti, alloggiandoli presso l’abitazione della suocera (in località Castiglione Torinese).

Da un altro soccorritore, Giacomo Benedetto, viene a sapere che altri militari evasi (Albert George Drew, Walter Payne, Oliver Sidney, John Grasby)[1], fino ad allora ospitati presso la casa di Raimondo Gilardi (in zona San Mauro Torinese), sono alla ricerca di un rifugio tra i partigiani. In collaborazione con il Maggiore Medico Ezio Berardinone, dell’ospedale Militare di Pinerolo, prende in carico i quattro uomini per condurli presso Barge (Cuneo), dove gli stessi sono messi in contatto con il comandante Barbato (Pompeo Colajanni, futuro comandante della 1^ Divisione Garibaldi Piemonte).

Attraversai Torino e passando per l’aeroporto tedesco di Airasca, giunsi con loro a Pinerolo. Poi furono consegnati al Maggiore Medico dell’Ospedale Militare [Berardinone] che, essendo già in contatto con le formazioni partigiane della Valle Po, li portò con un’altra macchina dai partigiani di Barge..

Nei giorni a seguire, Vezio ha notizia della presenza di altri tre soldati nascosti nella zona boschiva intorno a San Raffaele Cimena. Si tratta di Horace Martin, John Richardson, John Arnold (detto “Giovanni”). Si reca da loro più volte, portando con sé cibo e denaro.

Grazie al supporto dell’avvocato Renato Cigarini del Comitato di Liberazione Alta Italia, riesce ad ottenere per Giovanni, malato, una carta d’identità bilingue falsa, che gli permette di poter essere ricoverato presso l’Ospedale Mauriziano (Umberto I, Torino). Questi vi rimane per alcuni mesi, fino alla fine della guerra.

Si prende nel frattempo cura dei suoi due compagni, Martin e John, a cui fornisce abiti civili e cibo, prima della loro partenza[2].


Note:

[1] Tra i militari soccorsi Grasby, nel dicembre ’43, raggiunge Forno Canavese, soccorso dalla famiglia  di Amato Milano e dalla sorella Rita in Cattaneo, a Favria,  Si trasferisce nel canavese anche George Drew, tra i membri della Union Jack Band, creata in Valle Orco dal sergente William. Neppure Payne e Oliver rimasero a Barge; raggiunsero il canavese transitando per la casa di Stefano Novaria di Baio Dora, vicino a Ivrea.

[2] Horace Martin e John Richardson risultano alloggiati e assistiti a Cascina Rocca di Rivalba (Torino) dalla signora Vittoria Davico dal maggio ’44 alla Liberazione.

 

 

Dati

Luogo:
Gassino Torinese
Provincia:
Torino
Regione:
Piemonte
Assistenza prestata:
Cure mediche, denaro, abiti
Prigionieri aiutati:
Ernest Frith-Hamptishire Regiment, George Repper-Scots Guards, Pte. Geoffrey Roberts-Highland Light Infantry, Cpl. Walter Payne-Royal Armoured Corps, Gnr Oliver Sidney-Royal Artillery, Cpl. George Albert Drew-Royal Armoured Corps, John Grasby-East Yorkshire Regiment, Horace Martin-Royal Artillery, John Richardson-Royal Artillery, John Arnold.
Data inizio:
ottobre 1943
Altri aiutanti coinvolti:
Raimondo Gilardi (detto Minola), Ezio Berardinone (Maggiore Medico presso Ospedale militare di Pinerolo), Giacomo Benedetto (addetto portuale), Renato Cigarini (Avvocato, Clnai),
Bibliografia:
C. Claretta, A strange Alliance. L’«inattesa alleanza» della gente di Castiglione Torinese con 126 prigionieri di guerra inglesi del campo pg 112/4 di Gassino, prefazione di Carla Gatti, Città metropolitana di Torino, 2021-J. K. Dethick, As if he were my brother: Italians and escapers in Piedmont 1943-1945, published on demand, 2024,
Fonti archivistiche:
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Note:
Storie dei POW George Albert Drew, John Grasby

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