Gli aiuti

Lino Papiri

Lino Papiri, giovane di famiglia benestante, combatte nell’esercito italiano prima dell’armistizio. Fin dall’8 settembre nasconde, presso un casolare della famiglia ubicato nei pressi del PG. 59 di Servigliano, a pochi chilometri dalla sua abitazione, numerosi prigionieri che fuggono dalla struttura, offrendo loro cibo, abiti e informazioni.

Il Capitano (poi Maggiore) Millar, Ufficiale medico presso il campo di Servigliano, rimane nella masseria dell’uomo per circa un mese, testimoniando in seguito circa l’affidabilità dello stesso:

In generale, durante il mese in cui l’ho conosciuto, ha aiutato un gran numero di ex prigionieri e posso raccomandarlo vivamente come amico e uomo coraggioso, a lui  dobbiamo molto per il suo contributo alla libertà di molti soldati britannici.

È proprio Millar, nell’ottobre del 1943, a presentarlo al Capitano Power dell’A-Force. La missione del militare è quella di evacuare dalla zona gli ex prigionieri via mare; il primo tentativo effettuato è però fallito. Papiri invita l’uomo e i suoi quattro compagni a rimanere presso la sua casa e si mette all’opera nel tentativo di reperire una imbarcazione che possa permettere ai soldati alleati di effettuare la traversata. Quando il gruppo decide di raggiungere la costa per definire meglio l’operazione, Lino li accompagna. 

Nonostante il grande rischio personale e le notevoli difficoltà, marciò con noi per 30 miglia fino alla costa in una sola notte e ci aiutò a trovare un nascondiglio e del cibo presso un contadino. Poi, senza cibo né riposo, proseguì fino a Grottammare, dove trascorse la giornata a fare ricerche. Trovò un uomo che poteva procurargli una goletta.

I contatti di Papiri hanno successo e il 16 novembre Power e il suo gruppo riescono a entrare in possesso di due piccole imbarcazioni. Sono così radunati alcuni prigionieri presenti in zona. Circa cinquanta tra loro riescono a raggiungere le linee alleate a bordo di una delle due barche, nonostante la massiccia presenza di presidi tedeschi nell’area.

A proposito dell’attività di coadiuvante di Lino Papiri la Commissione Alleata scrive:

Il Signor Papiri ha iniziato ad aiutare i prigionieri di guerra alleati evasi poco dopo l’armistizio, lavorando instancabilmente e senza curarsi dei pericoli personali, fino al novembre del ’44. Ha dato rifugio, vitto e assistenza a circa 150 fuggitivi […]. Il Signor Papiri ha fornito anche un aiuto inestimabile a un agente il cui compito era quello di riportare i fuggitivi in ​​territorio alleato. […] Ha reperito tutto ciò che era necessario per una evacuazione via mare di un gran numero di uomini, partecipando a diverse missioni verso la costa per procurarsi imbarcazioni adatte. Dopo aver ottenuto due golette, ha agito come trasportatore, prelevando gli uomini dai loro nascondigli e assistendoli fino alla partenza, prima di tornare a casa.

Dati

Data di nascita:
09/10/1920
Luogo:
Montefalcone Appennino
Provincia:
Fermo
Regione:
Marche
Assistenza prestata:
Ospitalità, cibo, assistenza nel traserimento
Prigionieri aiutati:
Cpt. J.H. D. Millar-Royal Army Medical Corps, Cpt. Power-2 SAS and A Force, offre aiuto a oltre centocinquanta prigionieri alleati.
Data inizio:
settembre 1943
Data fine:
novembre 1944
Bibliografia:
B. G.Lett, Italy’s Outstanding courage. The Story of a Secret Civilian Army in World War Two, Independently published , 2020
Fonti archivistiche:
NARA, Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, World War II Claim, Series (RG. 331), Claim n° 26.291

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