Gli aiuti

Letizia Galie Del Gobbo

Il primo dei quattro biglietti lasciati a Letizia daL POW Michele (Dennis Hill, “Michele and Beo Rediscovered” )

Letizia, vedova, vive nel piccolo paese di Smerillo con i sei figli. Pochi giorni dopo l’armistizio, quattro prigionieri americani evasi dal PG. 59 di Servigliano, che hanno deciso di dirigersi a sud seguendo il corso del fiume Tenna, trovano rifugio in una grotta sulle alture che circondano il villaggio. 

A proposito dell’incontro con la donna, William racconta: «Salimmo sulle colline. Quando arrivammo in cima, c’era una donna che raccoglieva rami con quattro bambini piccoli  – due maschi e due femmine. Ci riconobbe come americani e ci invitò a rimanere nella sua casa. Sapeva che se fosse stata scoperta ci sarebbero state gravi conseguenze, ma non si tirò indietro».

Per l’occasione Letizia chiede alle figlie di prendere del vino dalla botte in cantina, un mezza pagnotta e un pezzo di formaggio dalla credenza; ai figli maschi di raccogliere quattro fichi e un grappolo d’uva dal campo. Da quel momento in poi, la famiglia dimostra un’incredibile ospitalità. 

Letizia sistema gli uomini prima presso il pollaio, poi, quando le temperature scendono li alloggia direttamente in casa. Due degli americani – Irving e Ivan – rimangono in zona solo per alcune settimane, mentre Michael (Michele, con discendenti italiani e una buona conoscenza della lingua) e William (conosciuto come Bill o Beo) trascorrono con la famiglia Del Gobbo molti mesi, riuscendo ad evitare la ricattura e a ricongiungersi con le truppe alleate: «Siamo scappati da casa diverse volte durante l’inverno quando i fascisti ci cercavano, ma lei sapeva quando sarebbero arrivati. Non potevano coglierci di sorpresa perché c’era una sola strada per arrivare».

Non era cosa inusuale che un prigioniero di guerra ospitato presso una famiglia lasciasse un biglietto di ringraziamento come riconoscimento per l’aiuto ricevuto. 

Michael, ospitato per oltre dieci mesi, ne ha scritti quattro, dal 17 novembre 1943 al 21 giugno 1944, con un accorato appello affinché le autorità alleate potessero riconoscere alla donna la giusta ricompensa: «Si è presa cura di noi quando eravamo malati… e ha pagato tutte le spese mediche per me»; «Se c’è qualcosa che potete fare, aiutatela per favore. È una vedova con sei figli, il suo reddito è nullo. Signori, se doveste giudicare come troppo oneroso ciò che dovete a lei, vi prego di sottrarre quei soldi alla dalla mia paga. Ha trattato ogni prigioniero con tutto l’amore. Vi prego, e per favore, assicuratevi che sia ben ricompensata».

Nel 1990, anche William Fleischauer, l’altro prigioniero americano rimasto a lungo con Letizia e la sua famiglia, è tornato a Smerillo per ritrovare e ringraziare coloro che lo avevano aiutato.

Dati

Luogo:
Smerillo
Provincia:
Fermo
Regione:
Marche
Assistenza prestata:
Ospitalità, cibo, abiti, cure mediche
Prigionieri aiutati:
Sgt. Michael J. Rotunno- U.S. First Infantry Division, Sgt. William Fleischauer Jr.- U.S. Army Air Force, Sgt. Irving L. Rosen- U.S. Army Air Force [dal 16 settembre al 16 ottobre 1943.], S/Sgt. Ivan J. Robinson- U.S. Army Air Force. Altri prigionieri non identificati.
Data inizio:
17 settembre 1943
Data fine:
giugno 1944
Bibliografia:
D. Hill, A Heven in Smerillo, «Camp 59 Survivors. Experiences of the Allied Servicemen who were Prisoners of War in Camp 59 at Servigliano, Italy», 2 agosto 2020, https://camp59survivors.com/2020/08/02/a-haven-in-smerillo/
Fonti archivistiche:
NARA, Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, World War II Claim, Series (RG. 331): Index to Helper Claims, Claim n° 18.520 [Giusti, Vincenzo THRU Grigoli, Mario [1 of 2]

La storia di Don Giuseppe Beotti