Gli aiuti
Faustino Cavagna
Fausto, giovane studente che abita con la famiglia, incontra in data non precisata il pilota inglese Alexander. L’uomo è ferito alla testa. Il ragazzo se ne prende cura e dopo che si è ristabilito lo aiuta a prendere contatti con i partigiani che operano nella zona.
Il 18 dicembre 1944, forse a causa di una soffiata, il giovane è arrestato da una milizia della locale “Brigata Nera”. Fausto ha con sé alcuni documenti “compromettenti” -forse un bigliettino che il soldato gli ha lasciato in segno di gratitudine- che divengono prova evidente della sua attività di assistenza verso i prigionieri alleati. Da alcune testimonianze raccolte dal padre, che non ne ha più notizie, lo studente transita dapprima presso il campo di concentramento di Bolzano, per poi raggiungere, ai primi di febbraio, Mauthausen, dove riesce a sopravvivere solo per poco tempo. Risulta deceduto il 23 marzo del ‘45 «per sfinimento in seguito alle sevizie subite».