Gli aiuti
Don Eugenio Grigoletti
Il territorio in cui Don Eugenio esercita il suo ruolo di parroco si compone di nove piccoli villaggi sparsi su un’area montuosa molto vasta. Dall’8 settembre 1943 in poi, la zona è luogo di rifugio continuativo per un gran numero di ex prigionieri alleati, grazie all’aiuto fornito loro dalla popolazione; e allo stesso tempo area in cui operano numerose bande partigiane: tra queste, il “Battaglione Internazionale” guidato dall’ex prigioniero inglese, Maggiore Gordon Lett.
Dall’armistizio in poi, Don Eugenio -anche grazie all’incoraggiamento di Monsignor Giovanni Sismondo, vescovo di Massa Carrara e Pontremoli, fervente antifascista e vicino alla causa dei prigionieri– diviene un prezioso aiuto per molti ex prigionieri di guerra alleati e partigiani, fornendo loro vitto, alloggio e vestiario.
Gordon Lett e alcuni suoi compagni trascorrono due notti nella sua casa, tra il 2 e 3 agosto 1944.
Mi fece entrare nella piccola cucina e restammo seduti a parlare fino a tarda notte dell’andamento della guerra. Fui sorpreso nello scoprire che aveva una conoscenza accurata della situazione generale del fronte, perché ascoltava regolarmente le trasmissioni della BBC in italiano. […] Mi raccontò anche del vescovo di Pontremoli [Monsignor Sismondo] e di come avesse tenuto testa con successo al comandante tedesco a Pontremoli, appellandosi alle leggi dello Stato del Vaticano].
Il 24 luglio 1944 una Missione dell A-Force era sbarcata tra Bonassola e Forte dei Marmi per raggiungere Zeri, con l’obiettivo di contattare gli ex prigionieri di guerra nascosti in zona e scortarli oltre linee alleate.
Il 3 agosto 1944 i tedeschi, ben informati di ciò che stava accadendo, lanciano un’operazione militare su vasta scala per rastrellare l’intera valle. Il piccolo villaggio di Chiesa, dove il Maggiore Lett addestrava il Battaglione e riceveva lanci di armi e viveri, è completamente incendiato. Molte case di campagna perquisite.
Il 4 agosto ’44, i tedeschi, allertati da una soffiata di un fascista della zona, arrivano ad Adelano: sanno che Lett ed alcuni uomini del suo gruppo sono stati di recente ospiti di Don Eugenio. È lo stesso Maggiore a raccontare di quei momenti drammatici:
Metà del villaggio fu distrutto, alcune case furono fatte saltare in aria con la dinamite. Passarono due pattuglie tedesche. Poi ne arrivò una terza, composta da miliziani fascisti. Entrarono nella chiesa dove Don Grigoletti era rimasto con gli anziani e gli infermi della sua parrocchia [che non erano riusciti a fuggire nel bosco], e trascinarono fuori il parroco per sorvegliarlo mentre saccheggiavano la sua casa e davano fuoco alla stanza in cui avevo dormito la notte precedente. Il capo pattuglia si rivolse al prete: “Vuoi dire le tue preghiere prima di morire?” Don Grigoletti si inginocchiò nella polvere all’ombra della sua casa e pregò. Ci fu una raffica di colpi.. Trascinarono il suo corpo fino alla porta e lo gettarono giù per i gradini della cantina[1].
Note:
[1] Don Eugenio non è l’unico religioso ucciso nel corso di quel rastrellamento: don Angelo Quiligiotti, del seminario di Pontremoli, che aveva in precedenza accompagnato e fornito un nascondiglio a Lett quando questi aveva raggiunto per la prima volta la zona di Zeri, è in quei giorni ucciso sul Monte Gottero.