Gli aiuti

Celestina Aceti Vaccarone

Matrimonio John e Celestina, Glasgow 1947 Fonte (G. Zucca, I Giusti di Lomellina, 2023)

John Doleman, scozzese, catturato a Tobruck nel giugno 1942, trascorre la sua prigionia nei PG. 66 di Capua e PG. 53 di Sforzacosta, per poi raggiungere, nel giugno del 1943, la Cascina Rinalda, campo di lavoro legato al “centro di smistamento” PG. 146 di Mortara, dove inglesi e italiani sono occupati assieme nelle attività agricole. 

All’annuncio dell’armistizio, quando le guardie adibite al controllo dei militari alleati si dileguano, Celestina, con altre persone che abitano in zona, raggiunge la struttura per avvisare i prigionieri della «straordinaria novità che lasciava sperare in una rapida fine della guerra». La ragazza ha 21 anni e proviene da una famiglia di trebbiatori di religione protestante. John è uno dei militari che la giovane avvicina e che, per festeggiare il fatto di non essere più nemici, invita a casa a «prendere un té». Ê l’inizio di un legame che durerà più disessant’anni.

John viene accolto dalla famiglia di Celestina con la «disponibilità e l’affetto riservato ai parenti». Per diciannove mesi l’uomo si nasconde in casa, negli ingegnosi ricoveri creati per lui: dapprima presso la conigliera ubicata in cortile, sotto cui viene scavata una buca dalle pareti rivestite in legno e con coperte; poi all’interno di un grande armadio il cui fondo viene modificato, creando così una intercapedine con il muro retrostante; e ancora, in un piccolo rifugio costruito all’esterno dell’abitazione, la cui botola d’accesso è coperta da una grossa pompa dell’acqua. Ë proprio grazie a uno di questi nascondigli che John -e la famiglia che lo assiste- escono indenni da un rastrellamento tedesco che colpisce Breme. Il militare scozzese è l’unico, tra i prigionieri ospitati nelle cascine della zona, a non essere ricatturato.

In seguito al pericolo corso, il giovane è temporaneamente allontanato dall’abitazione della famiglia Aceti e inviato a circa venti chilometri di distanza, presso Olevano, dove Marcello Modini, ferroviere, lo nasconde presso un casello ferroviario: Celestina, tuttavia, continua ad occuparsi di lui portando quotidianamente cibo e abiti puliti.

Tornato a Breme, John rimane presso la casa della famiglia Aceti fino alla fine della guerra, quando può finalmente uscire dal suo rifugio e circolare liberamente in paese. Dopo qualche tempo, tuttavia, contattato dagli Alleati, è richiamato in patria: «La partenza di John provocò in casa un certo scombussolamento perché la simpatia e l’amicizia tra il soldato scozzese e la giovane Celestina si erano trasformati in amore e quindi non mancarono da una parte promesse e giuramenti, dall’altra lacrime e sofferenze».

John non dimentica però le promesse fatte: tornato a casa scrive subito a Celestina chiedendole di raggiungerlo in Inghilterra dove, nel 1947, i due si sposano. Nel 1948, tuttavia, la coppia decide di tornare a vivere a Breme dove è poi rimasta per tutta la vita: «John – per tutti Jock – che durante il periodo di clandestinità aveva imparato il dialetto lomellino, molto meglio dell’italiano, si integrò benissimo tra la gente del paese e qui invecchiò serenamente».

Dati

Gruppo famigliare: famiglia Aceti Vaccarone

Data di nascita:
1922
Luogo:
Breme
Provincia:
Pavia
Regione:
Lombardia
Assistenza prestata:
Ospitalità
Prigionieri aiutati:
Pte. John Doleman
Data inizio:
8 settembre 1943
Data fine:
aprile 1945
Bibliografia:
R. Absalom, L’Alleanza inattesa. Mondo contadino e prigionieri alleati in fuga in Italia (1943-1945), Pendragon, Bologna, G. Zucca, I Giusti di Lomellina. Nomi e storie dei collaboranti italiani nell’aiuto ai prigionieri alleati fuggiti dai campi di lavoro. Settembre 1943- Aprile 1945, Lomellibro, Zeme (PV), 2023
Fonti archivistiche:
NARA, Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, World War II Claim, Series (RG. 331): Index to Helper Claims, Claim n° 52.466 “Aceti Angelo” e “Vaccarone Carlo Stefano” Claim n°52.470”.

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