Gli aiuti

Ausilia Villani

Ausilia abita in una zona isolata, al limitare del bosco, un luogo che diventa, subito dopo l’armistizio, ideale per nascondere prigionieri in fuga. 

Racconta della sua esperienza in questi termini:

Feci per loro tutto quello che avrebbe potuto fare una mamma per il proprio figlio ricercato dalla polizia, aprendogli la porta di casa quando ne avevano bisogno. Spesse volte dovetti privarmi della misera razione di pane per darlo al loro, mangiando io stessa solo patate.

Venivano in casa mia per radersi e per rifocillarsi quando stanchi nella vita nel bosco sentivano il bisogno di riposarsi e di essere con persone amiche. Io dal canto mio cercavo di curare la pulizia dei loro abiti  e cercavo di capire tutti quei bisogni che non potevano esprimere.

Quando scoperti dalla polizia fascista riuscirono a fuggire dalla finestra di una casa vicina, soffri momenti di ansia tremenda.

Mi chiamavano mamma con grande riconoscenza ed io ero lieta perché conoscevo [sapevo] che lo facevano proprio per affetto.

Uno specialmente, George, lasciandomi l’indirizzo quando partii, mi disse che un giorno sarebbe tornato a trovarmi.

Quando partì io sentii la mancanza di una persona cara, ma fui contenta quando finalmente scrisse che aveva raggiunto la sua famiglia, felice che con questa prova dimostrava di non aver dimenticato quanto avevo fatto per lui.

Dati

Luogo:
Castellina (Serravalle Pistoiese)
Provincia:
Pistoia
Regione:
Toscana
Assistenza prestata:
Vitto, alloggio, vestiario
Prigionieri aiutati:
George e altri prigionieri non identificati
Data inizio:
1943
Data fine:
1943
Fonti archivistiche:
“Statement of Ausilia Villani about some Allied servicemen,” IBCC Digital Archive, accessed May 11, 2025, https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/collections/document/15593.

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