Gli aiuti
Alfredo Vestri
Alfredo, commerciante è, subito dopo l’8 settembre 1943, uno dei principali organizzatori dell’opera di assistenza ai prigionieri evasi dal PG.82 di Laterina assieme al notaio Carlo Vignini. L’uomo, inoltre, si occupa di fornire rifornimenti a una formazione partigiana operante nella sua zona, di cui è commissario politico.

Un articolo su Vestri e Tani comparso su “L’Informatore” di Arezzo, il 7 luglio 1945, un anno dopo la loro scomparsa.
A proposito della sua opera di assistenza, scrive nel Liber Chronicus della parrocchia di Policiano, il parroco, don Emilio Stopponi: «Fin dall’otto settembre ha lavorato, con grande sacrificio, per aiutare i prigionieri francesi e inglesi evasi dai campi di concentramento. Durante l’inverno ha procurato loro ogni conforto ed ha operato come guida. Si è messo molte volte nel pericolo di essere arrestato dai tedeschi».
Le autorità repubblichine e tedesche, a conoscenza dell’operato dei due uomini, cercano a lungo di intercettarli. Il 14 giugno, in seguito a una delazione, i nazifascisti riescono a fermare Carlo Vignini: l’uomo è in seguito trasferito in Germania, presso il campo di concentramento di Dachau, da cui non fa più ritorno.
Alfredo è invece catturato alcune settimane dopo, il 7 luglio, nei pressi di Santa Maria a Pigli mentre è con Ivo Tani, giovane partigiano di diciassette anni che lo segue spesso. L’uomo viene trovato in possesso di alcuni biglietti rilasciati dai prigionieri che ha aiutato. Condotti nella zona di Castiglion Fibocchi, i due sono torturati, trattenuti fra la vita e la morte per una decina di giorni e, intorno al 16 luglio, fucilati. Le salme sono rinvenute solo alcuni mesi più tardi, nel dicembre 1944.
