Gli aiuti

Alfonso Iafrate

Alfonso, contadino, mantiene con il suo lavoro la sua famiglia numerosa, (quattro figli minorenni e la moglie Rosa). Ha ricevuto dall’Allied Screening Commission un rimborso di 11.000 lire per l’attività di assistenza svolta in favore dei prigionieri alleati, rispetto a cui dichiara: 

Io li ho assistiti non per denaro ma per il grande affetto che ho sempre nutrito verso chi ha salvato la nostra patria. Per le 11.000 lire che mi avete mandato mi sono state molto necessarie perché sono un piccolo contadino […]. 

L’uomo racconta alle autorità alleate di essere stato costretto a vendere, per sfamare i prigionieri di cui si è preso cura  (tre inglesi e un americano) un maiale al prezzo di 1.800 Lire; in seguito, fa la stessa cosa con una mucca, da cui guadagna 6.200 Lire. 

Nel febbraio ’44, inoltre, militari tedeschi rubano dalla sua stalla un asino che gli è di grande aiuto nei lavori agricoli.

Nell’immediato dopoguerra le condizioni economiche dell’uomo appaiono piuttosto disagiate. Vorrebbe acquistare una nuova mucca, ma non ha il denaro per poterlo fare. Chiede, quindi, alla Commissione ulteriore aiuto, manifestando il suo interesse anche per la possibilità di emigrare negli Stati Uniti in cerca di fortuna.

Dati

Data di nascita:
27/07/1909
Luogo:
Broccostella
Provincia:
Frosinone
Regione:
Lazio
Assistenza prestata:
Ospitalità, cibo
Prigionieri aiutati:
M.R. Rush (americano), J. J.Humphrey (inglese) ed altri tre soldati la cui identità non è nota
Data inizio:
novembre 1943
Data fine:
maggio 1944
Bibliografia:
--
Fonti archivistiche:
NARA, Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, World War II Claim, Series (RG. 331), Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, Claim “Alfonso Iafrate” n° 1.956.

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