Gli aiuti
Achille Pertempi
Achille, titolare di una ditta che vende materiale elettrico e radiofonico con sede a Fabriano, fornisce assistenza a numerosi prigionieri in fuga nella zona fin dai giorni successivi all’armistizio. Tra i militari di cui si prende cura, Achille ricorda, in particolare, William Peter Bulmer e Michael Wagner che raggiungo l’area intorno a Fabriano dopo la fuga dal PG. 19 di Bologna assieme ad altri soldati di diversa nazionalità che «avevano bisogno di cibo, abiti, riparo». Assieme a Giuseppe Pellegrini «abbiamo fatto il possibile per venire incontro alle loro necessità. Sono stati ospiti nella mia casa e ho fatto in modo che avessero tutto il necessario».
Quando, nel gennaio 1944, a causa dei bombardamenti è costretto a trasferirsi con la famiglia presso Badia, frazione di Fabriano, fa sì che i medesimi prigionieri -assieme a degli americani e alcuni paracadutisti italiani – trovino rifugio nella zona, presso la casa di alcuni suoi conoscenti. Lui stesso continua a occuparsi del rifornimento di cibo e abiti.
«Tutte le persone che ho incontrato in quel periodo erano ben educate e si sono comportate correttamente. Erano per me come amici».
Quando le truppe alleate si avvicinano, alcuni dei militari di cui Achille si è preso cura decidono di imbarcarsi e di raggiungere via mare Pescara e Termoli: «e con assicurazioni che appena possibile ci avrebbero inviato loro notizie».