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PG 98 - San Giuseppe Jato

Autore/i della scheda: Costantino Di Sante

Parte dell’attendamento del campo di concentramento n. 98 di San Giuseppe Jato (PA) distrutto da una bufera - Archivio AUSSME, Fototeca 2 Guerra Mondiale Italia 507/646

Dati sul campo

Comune: San Giuseppe Jato

Provincia: Palermo

Regione: Sicilia

Ubicazione: Traversa - San Giuseppe Jato

Tipologia campo: transito, contumaciale

Numero convenzionale: 98

Numero di posta militare: 3550

Campo per: sottufficiali – truppa

Giuristizione territoriale: Difesa Territoriale di Palermo/Forze Aeree della Sicilia

Scalo ferroviario: Palermo

Sistemazione: attendamento

Capacità: 1000

In funzione: da 09/1942 al 06/1943

Comando/gestione del campo: Maggiore Giulio Oldani

Cronologia:
Giugno - settembre 1942 viene costruito il campo di San Giuseppe Jato e trasferito il comando e i prigionieri da quello di Castelvetrano.
Dicembre 1942 arrivo di numerosi prigionieri americani.
29 Aprile 1943 fuga di due prigionieri
Luglio 1943 in seguito allo sbraco alleato in Sicilia il campo viene chiuso.

Presenza dei prigionieri alleati nel campo di San Giuseppe Jato

Data Generali Ufficiali Sottufficiali Truppa TOT
31.10.1942 28 240 277
30.11.1942     87 444 531
31.12.1942   6[1] 82[2] 763[3] 851
31.1.1943   4 43[4] 269 316
28.2.1943     12[5] 114[6] 126
31.3.1943     7[7] 35[8] 42
31.4.1943   1 22 76[9] 99
31.5.1943   1[10] 18[11] 311[12] 330
30.6.1943   1[13] 9[14] 46[15] 56
[1] Di cui 2 americani. [2] Di cui 25 americani. [3] Di cui 191 americani. [4] Di cui 3 americani. [5] Di cui 7 americani. [6] Di cui 35 americani. [7] Di cui 4 americani. [8] Di cui 18 americani. [9] Di cui 5 americani. [10] americano. [11] Di cui 13 americani. [12] Di cui 54 americani. [13] americano. [14] Di cui 6 americani. [15] Di cui 18 americani.

Storia del campo

Nel febbraio del 1942 quando lo Stato Maggiore dell’Esercito si rese conto che la località dove era stato impiantato il campo di Castelvetrano (TP) non era idonea perché malarica e priva di acqua potabile, invitò il Comando Territorio della Difesa Territoriale di Palermo a trovare un altro sito che meglio potesse rispondere alle esigenze per la costruzione di un nuovo campo. La località prescelta fu quella di Traversa nel comune di San Giuseppe Jato in provincia di Palermo. Questa volta, seppure distante dall’aeroporto di Castelvetrano di 50 km., la zona era salubre e rispondeva ai requisiti igienici richiesti, inoltre era fornita di abbondante acqua potabile e della luce elettrica.
Nel corso dell’estate 1942 iniziarono i lavori per realizzare il nuovo campo riutilizzando anche gran parte del materiale della struttura che si stava dismettendo. A settembre San Giuseppe Jato entra in funzione per ospitare i prigionieri alleati catturati in Africa Settentrionale.
Il nuovo campo, oltre ad essere identificato con il numero 98 del precedente, fu amministrato anche dello stesso comando. Costituito da un attendamento, era diviso in due settori da 500 posti ciascuno: uno di bonifica ed uno di contumacia. Il trasferimento dei prigionieri avvenne a scaglioni e per alcune settimane le due strutture funzionarono contemporaneamente.
Verso la fine del 1942 si registrerà un aumento consistente di prigionieri americani (218), nei mesi successivi continueranno ad arrivare, ma meno numerosi.
Seppure non abbiamo relazioni sulle condizioni di vita dei prigionieri, in quanto le ispezioni da parte dei rappresentanti della Croce Rossa Internazionale e della potenza protettrice non furono ammesse, dovettero essere sicuramente meno critiche rispetto a quelle della precedente struttura. Sappiamo che due prigionieri, l’americano Walter Solom e l’inglese Thomas Cosgrave, il 29 aprile del 1943, riuscirono a fuggire. Non si hanno notizie se poi siano stati ricatturati o se riuscirono a nascondersi fino all’arrivo degli alleati.
Anche se non vi furono maltrattamenti sistematici, alcuni prigionieri lamentarono come al loro arrivo le perquisizioni fossero state molto scrupolose e spesso erano stati requisiti orologi e anelli. Non mancarono anche delle punizioni che colpirono alcuni con l’invio alle camere di sicurezza. Anche per questi motivi, nel dopoguerra il comandante Oldani, accusato di maltrattamenti, fu poi assolto nel processo che si svolse tra l’ottobre e il novembre del 1946.
Verso la fine del luglio 1943, in seguito allo sbarco alleato in Sicilia il campo n. 98 fu definitivamente chiuso.

Fonti archivistiche

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