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PG 129 - Montelupone

Autore/i della scheda: Costantino Di Sante

Dati sul campo

Comune: Montelupone

Provincia: Macerata

Regione: Marche

Ubicazione: Contrada Molino - Montelupone

Tipologia campo: lavoro

Numero convenzionale: 129

Numero di posta militare: 3300

Campo per: truppa

Giuristizione territoriale: IX Corpo d’Armata

Scalo ferroviario: Potenza Picena

Sistemazione: accantonamento

Capacità: 150

In funzione: da 08/1942 al 06/1943

Comando/gestione del campo: Capitano Antonio Riccardi (agosto-ottobre 1942) – Capitano Carlo Crescentini (novembre-dicembre 1942) – Capitano Giuseppe Corsi (gennaio – marzo 1943) – Capitano Gino Pegnanelli (aprile – giugno 1943)

Cronologia:
28 settembre 1942 evasione del prigioniero Norman Smith ripreso il 1 ottobre 1942.
8 febbraio 1943 50 prigionieri sono richiesti dalla ditta fratelli Colosso di Ugente (LE) distaccamento dipenderà campo n. 85 di Tuturano.
26 giugno 1943 il campo viene chiuso e i prigionieri di nazionalità sudafricana e neozelandese sono inviati al campo n. 145 di Montorio al Vomano (TE).

Presenza dei prigionieri alleati nel campo di Montelupone

Data Generali Ufficiali Sottufficiali Truppa TOT
1.9.1942     5 145 150
30.11.1942     7 144 151
31.1.1943     7 143 150
28.2.1943     4 99 103
30.4.1943     4 99 103
31.5.1943     4 99 103
 

Storia del campo

Il campo di lavoro di Montelupone in provincia di Macerata, fu organizzato riadattando un vecchio mulino fortificato in contrada Molino non lontano dalla frazione di San Firmano. Circondato da filo spinato i locali all’interno della struttura in muratura furono divisi. Una parte fu utilizzata per alloggiare i prigionieri e dagli altri spazi furono ricavati i locali destinati allo spaccio, all’infermeria e alla cella di detenzione. Le docce e le latrine invece si trovavano all’aperto.
Attivo già all’inizio dell’agosto 1942 vi furono impiegati soprattutto prigionieri sudafricani e neozelandesi per la costruzione di alcune istallazioni per la rete elettrica. Il loro compito principale fu quello di ripulire il canale di coinvolgimento delle acque dalla chiusa sul fiume Potenza per alimentare la locale centrale idroelettrica. Probabilmente lavoravano per la Società Anonima Terni, che nello stesso periodo utilizza i prigionieri di guerra del Campo n. 145 di Montorio al Vomano (TE) per la realizzazione di un impianto idroelettrico. Non a caso i prigionieri di Montelupone furono trasferiti nel campo abruzzese nel corso del 1943.
Secondo le relazioni degli ispettori della Croce rossa i prigionieri a Montelupone lavoravano volentieri, grazie anche alle abbondanti razioni di cibo. Viene anche sottolineato che il loro impiego è sicuro nonostante sette di essi nel novembre del 1942 erano in attesa di giudizio per essersi rifiutati di lavorare. Malgrado questo e alcune lamentele per la mancanza di farmaci e per i locali non riscaldati, le condizioni di vita furono accettabili.
Nel marzo del 1943 il canale che stavano costruendo è quasi ultimato e parte dei prigionieri iniziano ad essere trasferiti. A fine giugno gli ultimi sudafricani e neozelandesi sono inviati al campo di Montorio al Vomano e la struttura viene chiusa.
Oggi il manufatto, di proprietà dell’Enel, versa in uno stato di completo degrado ed’è tutelato dalla Soprintendenza per i beni architettonici delle Marche.

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