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Richard Patrick Tallentyre Gibson

91219, Major, Middlesex Yeomanry

Richard Patrick Tallentyre Gibson nasce a Londra, nel quartiere di Kensington, il 5 febbraio 1916. Prima della guerra, lavora come agente finanziario. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Gibson si arruola nel Territorial Army con il grado di secondo luogotenente. Inviato con il suo reggimento in Nordafrica, la Middlesex Yeomanry viene divisa in due sezioni: la prima è indirizzata in Palestina mentre la seconda, di cui Gibson fa parte, viene impiegata nel deserto occidentale. Gibson viene catturato e fatto prigioniero dai tedeschi a Derna nell’aprile del 1941, in Libia, e in seguito consegnato agli italiani a Sabrata, dove rimane una decina di giorni in attesa dell’arrivo delle imbarcazioni che lo trasportino in Italia. Dopo lo sbarco a Napoli, Gibson viene tradotto nel PG 78 di Sulmona e nel PG 49 di Fontanellato. 

Dopo l’armistizio Gibson fugge insieme ai compagni di prigionia, tra i quali Edward Tomkins e Hugh Cradice. 

Andai a nascondermi in un campo di granturco e rimasi lì per circa ventiquattro ore dal momento che percepivo che i tedeschi avrebbero fatto tutto quello che volevano fare e se ne sarebbero andati, prendendo tutti quelli che riuscivano a trovare. Uscii dal campo di mais molto affamato e incontrai molto presto Edward Tomkins e poi Hugh Cradice […] Feci subito un’esperienza decisamente illuminante di lì a poco e divenne evidente molto rapidamente che i contadini erano ansiosi di aiutarci nella misura in cui potevano farlo senza mettere in pericolo se stessi e le loro proprietà.

Gibson e i suoi compagni non hanno idea della strada da seguire e nei giorni successivi alla fuga si ritrovano spesso a vagare per la campagna emiliana con il timore di essere catturati dalle pattuglie nazifasciste. L’arrivo del mese di novembre, con la cattiva stagione, comporta ulteriori disagi al gruppo, al punto che sia Gibson sia i suoi due compagni si ritrovano a soffrire di problemi circolatori, che poi li affliggeranno per tutta la vita.

I tre amici vorrebbero raggiungere le linee alleate lungo il fiume Sangro, in Abruzzo-Molise, dato che sono convinti di non essere distanti dal fiume. Tuttavia, si sbagliano, sulla distanza geografica, ma anche nel ritenere che l’avanzata alleata stia procedendo rapidamente.

Arrivati nel frusinate, nei pressi di Settefrati Gibson e i suoi compagni incontrano una ragazza di nome Filomena, cieca da un occhio, che offre loro cibo e aiuto.

Lei ci mostrò questa capanna. L’abbiamo incontrata proprio vicino a questa specie di capanna solitaria, ci ha mostrato la capanna e ci ha detto: “Se rimanete lì sicuramente gli inglesi staranno avanzando, avanzando nella valle, e quando sapremo che sono passati di qui allora potrete scendere e farvi avanti e io vi porterò il cibo che posso”.  Fu molto brava. Ci portò del cibo e facemmo una passeggiata di due ore sull’altro versante.

Il fatto che le truppe alleate non stiano avanzando induce Gibson, Tomkins e Cradice a fermarsi per un breve periodo presso la famiglia di Filomena, la quale lavora come domestica nella casa del sindaco del paese, una mansione che le consente di avere maggiore accesso alle scorte di cibo.

Faceva la cameriera nella casa del sindaco del villaggio e credo che avesse accesso a un po’ più di cibo rispetto alle altre persone, ma era meravigliosa e non c’era molto da spartire. Alla fine abbiamo pensato: “Non possiamo continuare a prendere il cibo dalla gente. Non ce l’hanno per loro stessi. Dobbiamo riprendere il cammino e sperare per il meglio”. Comunque, come potete immaginare, eravamo tutti stufi. Volevamo provare a vedere cosa potevamo fare. Fortunatamente ha funzionato.

Gibson e i suoi compagni, nonostante la distanza, decidono di proseguire il loro viaggio in direzione sud per ricongiungersi con gli Alleati, camminando quasi ininterrottamente per sei settimane. Arrivati in Abruzzo, in provincia di Chieti, Gibson e i suoi compagni attraversano le sponde del fiume Sangro, ma devono fare i conti con le proprie condizioni fisiche. Infatti, Edward è rimasto ferito a seguito di una caduta e Gibson è il solo che può recarsi da solo in avanscoperta verso le truppe alleate.

“Sergente”, dissi. “Ho un uomo sulla riva del fiume che ha bisogno di una barella”. E la risposta fu: “Certamente, signore. Lo prendiamo subito”. È stato meraviglioso. È stato un momento meraviglioso”.

L’incontro con un ufficiale britannico sulle sponde del fiume segna il definitivo rientro nelle linee alleate per Patrick e i suoi compagni, i quali, dopo un breve periodo di recupero trascorso negli ospedali del Nordafrica, vengono rimpatriati nel Regno Unito. Patrick fa ritorno a Liverpool (dove si ricongiunge con i propri familiari), ma la sua permanenza a casa dura poco, dal momento è lui stesso a chiedere di entrare a far parte del SOE, lo Special Operations Executive, per dare il proprio contributo in Italia.

Vorrei tornare in Italia e aiutare I partigiani nelle montagne, i partigiani italiani. So un po’ di italiano ora e mi farebbe molto piacere aiutarli in ogni modo possibile.

Gibson viene inviato nuovamente in Italia, prima a Monopoli dove si occupa di interrogare i militari appena rientrati nelle linee alleate e successivamente a Roma, dove invece si occupa di fornire rifornimenti ai partigiani fino alla fine della guerra. Tornato nel Regno Unito, Gibson viene trasferito al PWE, lo Psychological Warfare Executive, sotto la direzione del Foreign Office, un ente segreto che si occupava di propagandam i cui membri provenivano principalmente dallo Special Operation Executive e dalla British Broadcasting Corporation (VVC).

Dopo il matrimonio con sua moglie, Dione Pearson, decide di entrare a far parte dell’azienda editoriale di famiglia, la Pearson Group, in qualità di presidente.  

Questo incarico è il primo di una lunga carriera imprenditoriale che vede Gibson assumere il ruolo di direttore e presidente di numerose case editrici e fondazioni, tra cui la S. Pearson & Son (in seguito Pearson Plc) e il National Trust. 

Dal matrimonio, avvenuto nel 1945 con Dione Pearson, nascono quattro figli. Gibson muore a Lye Green, East Sussex, il 20 aprile 2004.

Campi legati a questa storia

Bibliografia/Fonti

Intervista, Tape 1208 909 a Lord Gibson of Penn’s Rocks del 3 novembre 2001 a cura del “The Second World War Experience Centre”