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Ian Lachlan Mackay McGeoch

D.S.O., R.N. H.M. Submarine Splendid

Ian Lachlan Mackay McGeoch (1914-2007) nasce a Helensburgh il 26 marzo 1941. Dopo aver frequentato la scuola navale di Pangbourne, si arruola nella Royal Navy e inizia la sua esperienza a bordo di navi da guerra e di sottomarini, in qualità di cadetto ufficiale. Nel 1936 viene promosso al grado di luogotenente e si imbarca a bordo della HMS Clyde di  stanza a Malta, dove la nave rimarrà fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1940, McGeoch torna nel Regno Unito per prendere parte a una serie di operazioni navali nel teatro di guerra del Mediterraneo e del Nordafrica. È imbarcato sul sottomarino Splendid, impiegato nell’operazione Torch. 

Il 17 aprile 1943, dopo essere salpato per l’ultima volta da Malta, McGeoch si trova al largo della costa di Capri quando, il 21 aprile, lo Splendid viene intercettato e affondato da un cacciatorpediniere tedesco. L’equipaggio viene evacuato e catturato. McGeoch che ha riportato una grave ferita all’occhio che gli causerà una cecità permanente, viene interrogato dai tedeschi, i quali poi trasferiscono i prigionieri  al PG 66 di Capua. Là, il Senior British Officer del campo mostra a McGeoch le mappe delle principali reti ferroviarie italiane, nel  caso riescano a fuggire dai treni che li trasporteranno in Germania. Tuttavia, a causa della grave ferita all’occhio, McGeoch viene trasferito all’ospedale militare di Caserta. Durante il ricovero McGeoch inizia a elaborare un piano di fuga insieme ad altri prigionieri,  ma tutti vengono trasferiti in un altro reparto prima che il tunnel per l’evasione venga ultimato. 

Il 21 giugno McGeoch e alcuni compagni vengono caricati su un treno con destinazione ignota. Quando la sentinella posta di guardia al vagone si addormenta, saltano giù dal treno e si dirigono verso la campagna circostante.

Ci siamo spostati verso nord-est con l’intenzione di raggiungere la costa adriatica, trovare una barca e raggiungere la Jugoslavia per unirci ai partigiani. Dopo la prima notte di cammino abbiamo raggiunto un campo di volo, dove ci siamo riposati per il giorno successivo. Dopo altre tre notti di cammino attraverso la campagna, abbiamo attraversato Tivoli e abbiamo seguito la strada principale fino a Vicovaro, dove ci siamo riposati in un fienile in rovina. Qui siamo stati trovati da un contadino italiano che è stato molto gentile e ci ha portato della frutta.

Nel pomeriggio successivo gli uomini riprendono il cammino in direzione nord lungo la strada principale. Vi incontrano un vecchio vagabondo con il quale trascorrono il resto della giornata fino a che vengono sorpresi dai carabinieri che li arrestano e li conducono in caserma. Qui i prigionieri scoprono di essere stati ingannati dall’uomo.

McGeoch viene condotto a Roma presso una baracca adibita a rimessa di cavalli per l’interrogatorio. Successivamente, mentre la macchina su cui viaggia si ferma a causa di un bombardamento alleato, tenta nuovamente la fuga progettando di chiedere asilo presso il Vaticano. Il tentativo fallisce e  McGeoch viene ricatturato e ricondotto al campo. 

 

Nel campo, il tenente Stevens mi avvertì della presenza di una spia e ricevetti la visita di un uomo in uniforme con scritto Royal Army Service Corps che si presentò come capitano Richards e disse di essere l’ufficiale britannico di grado più alto del campo. Disse che aveva organizzato di condividere una stanza con me e che aveva a disposizione mezzi speciali per procurarmi da bere, se lo desideravo. Condivisi la stanza con lui, ma lo vedevo solo durante i pasti

Il 10 luglio 1943 McGeoch viene trasferito al PG 5 di Gavi dove  viene inserito nella lista dei prigionieri da rimpatriare nel Regno Unito per motivi di salute. Lasciato il campo il 31 agosto, è condotto all’ospedale di Piacenza, dove resta fino al 7 settembre quando è trasferito a Bergamo. Mentre si trova presso il locale ospedale militare in attesa del rimpatrio giunge la notizia dell’armistizio. Il 10 settembre McGeoch ottiene il permesso di evadere dall’ospedale da parte del Senior British Officer che tuttavia lo ammonisce sulla presenza dei tedeschi in città. 

 

 

Sono uscito dall’ospedale alle 11:00 circa del 10 settembre. Indossavo abiti ospedalieri: pantaloni del pigiama color cioccolato e una camicia bianca, e avevo sostituito i miei stivali militari con un paio di scarpe di camoscio. Mi sono diretto verso le colline a nord di Bergamo, dove un contadino italiano mi ha dato un vecchio abito e circa 200 lire. Sua moglie mi ha accompagnato alla stazione ferroviaria di (probabilmente) Torni e mi ha comprato un biglietto per San Martino di Calvi. Ho poi raggiunto a piedi Olmo e ho pernottato in un albergo.

L’11 settembre McGeoch si dirige a Mezzoldo dove incontra un pastore che gli offre il pranzo e lo conduce con sé al Passo di San Marco, dove l’ex prigioniero trascorre la notte in una cantina in cui sono presenti alcuni militari italiani, anche loro in fuga verso le proprie case. Il giorno successivo McGeoch accompagna i militari a Gerola, dove riesce a usufruire di un passaggio in camion verso Morbegno.

 

 

Alla stazione ferroviaria ho incontrato un uomo ben vestito che indossava l’uniforme con riferimenti alla  Union Jack (o qualcosa di simile). Mi ha parlato in inglese e mi ha detto che aveva combattuto con gli inglesi nell’ultima guerra. Mi ha offerto un ottimo pranzo e mi ha comprato con i suoi soldi un biglietto per Tirano.

Proprio mentre McGeochsta salendo sul treno diretto a Tirano un carabiniere lo ferma e gli chiede i documenti e, dal momento che non ne possiede, lo conduce in caserma. Là McGeoch confessa di avere intenzione di raggiungere la Svizzera. Il comandante lo lascia andare e, anzi, lo avvisa che nei pressi della frontiera sono presenti numerose pattuglie tedesche.Gli consiglia quindi di dirigersi verso Monte Masuccio.

 

 

Ho preso questo sentiero che mi ha portato attraverso Baruffini. Sulla via c’era un posto di dogana che ho evitato salendo per circa 1500 piedi sul fianco della montagna. Qui ho trovato un sentiero che attraversava il confine con la Svizzera in un punto dove non c’erano né pattuglie né filo spinato. Ho seguito il sentiero fino a Meschino, dove mi sono consegnato a un posto di guardia militare svizzero. Ho attraversato il confine alle 2:00 circa del 13 settembre.

In Svizzera McGeoch trascorre alcuni giorni a Poschiavo in compagnia di un banchiere la cui moglie è inglese. Successivamente è inviato a Samedan e poi a Berna, dove l’addetto militare britannico organizza per lui un’operazione all’occhio a Berna. Il 16 settembre McGeoch è sottoposto a due operazioni all’occhio che riescono con successo, ma per il rimpatrio deve attendere ancora circa cinque mesi. L’8 marzo 1944, dopo aver attraversato la Francia e la Spagna, si imbarca a Gibilterra alla volta del Regno Unito. 

 

 

Campi legati a questa storia

Bibliografia/Fonti
  • TNA UK WO 208/3319/1920
  • King’s College London: Liddell Hart Centre for Military Archives- McGeoch,
  • National Maritime Museum: The Caird Library and Archive – REG11/000312.1
  • The Imperial War Museum