Gli aiuti

Roberto Cicerone

A. Anzini, Roberto Cicerone detto Pazzone

Il maggiore Peter Hewitt, dell’Allied Screening Commission, ha descritto Roberto Cicerone come «il più grande soccorritore di prigionieri alleati nella zona di Sulmona». All’epoca dei fatti Roberto è uomo di mezza età, di professione contadino, padre di tre figli, con un passato da emigrante negli Stati Uniti; ha partecipato diciassettenne alla prima guerra mondiale, ferito, torna a casa come invalido di guerra. Tutti, in paese, lo conoscono con il soprannome di  “Pazzone”, ereditato dal padre.

A partire dal 13 settembre 1943, Cicerone – dapprima in modo indipendente poi attraverso l’organizzazione “Conca di Sulmona” che riunisce numerosi coadiuvanti della zona animati da spirito di solidarietà – soccorre oltre una cinquantina di prigionieri, molti dei quali evasi dal campo di Fonte d’Amore, fornendo loro vitto, alloggio, beni di prima necessità, documenti falsi e nascondigli sicuri presso famiglie del paese, che Roberto contatta in prima persona; è attivo anche come guida, nel trasferimento di gruppi di prigionieri e in contatto con l’Organizzazione Vaticana. Proprio nella sua casa, ospita per molti mesi il sottotenente francese Henri G. Payonne, che in seguito prende parte alle operazioni di soccorso di altri prigionieri dispersi in zona.

Quando, dopo l’armistizio, un gruppo di ventotto militari evasi viene ricatturato dai tedeschi nei pressi di Chieti e trasferito a Sulmona, per essere nuovamente rinchiuso nel campo in attesa di un trasferimento a Nord, alcuni si feriscono nel tentativo di saltare fuori dai camion. Cicerone e altri coadiuvanti della sua “rete” organizzano la fuga di alcuni dei ricoverati, d’accordo con il personale medico e nonostante la presenza di guardie della polizia militare tedesca; è proprio Roberto a introdursi in ospedale: sotto ai suoi abiti indossa vestiti destinati ai prigionieri, che avrebbero così potuto lasciare i pigiami e mettere abiti civili, per poi calarsi dalle finestre con lenzuoli intrecciati: quattordici tra loro riescono così a mettersi in salvo.

Nel gennaio 1944 sedici componenti del gruppo sono arrestati, alcuni deportati. Cicerone è costretto a nascondersi dopo aver saputo che la polizia tedesca è sulle sue tracce. Dall’ aprile 1944 fino al mese di giugno, si rifugia con la moglie e i figli in un solaio, supportato da alcuni religiosi e dalla polizia locale.

Carlo Azeglio Ciampi[1]– che in Abruzzo, prima a Scanno, poi nella stessa Sulmona, si unisce agli antifascisti, cercando di passare il fronte e raggiungere le linee alleate a sud – menziona Roberto Cicerone nel Diario di quei giorni, descrivendone l’affidabilità e il coraggio.

Il Maggiore Robertson, della commissione alleata, scrive nel settembre 1944 a proposito dell’uomo:

Il signor Cicerone ha ospitato prigionieri di guerra e ha fornito loro cibo e vestiti, spendendo tutto il suo denaro e indebitandosi con i commercianti del suo paese. Si è recato più volte ad Avezzano per accompagnare i prigionieri di guerra lì rifugiati a Sulmona; ha fornito loro documenti falsi, accompagnandone molti nel pericoloso viaggio fino alle linee alleate […] Pazzone ha svolto la sua attività con eccezionale coraggio. In seguito la polizia tedesca ha ordinato il suo arresto e ha promesso una ricompensa di 10.000 lire a chiunque fornisse informazioni su di lui.  It appears that Mr Cicerone has given hospitality to prisoners of war and has supplied them with food and clothes, spending all his own money and running into debts with the shopkeeper of hi own town. He went several times to Avezzano in order to accompany prisoners of war shelter there to Sulmona; he supplied them with false documents, accompanying many of them on the dangerous journey up to the Allied lines […] Pazzone carried out his activity with exceptional courage. Afterward the German police ordered his arrest, and promised a reward of 10.000 lire to whoever would supply information about him.

Roberto Cicerone è stato tra i primi a essere indicato per King’s Medal for Courage, nei fatti mai consegnata.


Note:

[1]Presidente della Repubblica italiana dal 1999 al 2006.

Dati

Gruppo famigliare: famiglia Cicerone

Data di nascita:
02/09/1898
Luogo:
Sulmona
Provincia:
L'Aquila
Regione:
Abruzzo
Assistenza prestata:
Ospitalità, cibo, documenti falsi, assistenza nel trasferimento
Prigionieri aiutati:
Lte. Henri G. Payonne (Francia) e altri prigionieri di diversa nazionalità.
Data inizio:
settembre 1943
Data fine:
agosto 1944
Altri aiutanti coinvolti:
Emidio Marinucci, Mario Scocco (dentista), Iride Imperoli Colaprete, Vincenzo Pistilli (barbiere), Carlo Autiero, Domenico Ranalli.
Bibliografia:
R. Absalom, L’Alleanza inattesa. Mondo contadino e prigionieri alleati in fuga in Italia (1943-1945), Pendragon, Bologna-A. Anzini, Roberto Cicerone detto Pazzone, Edizioni Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq- )B. G. Lett, Italy’s Outstanding courage. The Story of a Secret Civilian Army in World War Two, Independently published , 2020- F. Del Monaco, M.R.La Morgia, Sul sentiero della libertà. Storie dell’Abruzzo tra guerra e resistenza. Ianieri Edizioni, Pescara, 2023
Fonti archivistiche:
NARA, Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, World War II Claim, Series (RG. 331), Claim n° 4505.

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