Gli aiuti

Oreste Ferrari

Sposato con Ines, commerciante di automobili, Oreste e la moglie iniziano a occuparsi del soccorso ai prigionieri subito dopo l’armistizio: «Uno dei principali coadiuvanti della zona, ha fornito cibo e alloggio a centinaia di soldati in fuga» «Main helper in his district for organisation and assisted in food, lodging for hundreds prisoners of war».

John (sinistra) e Oreste, Luino – 1943 (Australian War Memorial)

Nel settembre ’43, Oreste ospita nella sua casa, per oltre quattro mesi, l’australiano John Desmond Peck, ex prigioniero evaso dal PG. 106 di Vercelli e impegnato in prima persona nell’organizzazione di percorsi di fuga di soldati alleati verso la vicina Svizzera:

Fu il mio principale aiutante nel far attraversare ai prigionieri il confine con la Svizzera. Non meno di trecento prigionieri beneficiarono della sua opera… i soldati furono guidati fuori confine da Ferrari, sua moglie e dal nipote Santino». «He was my main helper in getting prisoners of war across the frontier into Switzerland. Not less than three hundred prisoners passed through his hands…prisoners of war were guided to the frontier by Ferrari and his wife and his nephew Santino.

Nel febbraio ‘44 i coniugi Ferrari vengono arrestati nella loro casa di Voldominio (Luino) da agenti della polizia giudiziaria; con loro c’è il nipote Santino, di quattordici anni. L’abitazione è saccheggiata e resa inagibile. Le quattro auto che Oreste ha in dotazione per il suo lavoro di rivenditore sono rubate. In quell’occasione Peck riesce a evitare l’arresto[1].

Mentre Santino è fucilato sul posto, marito e moglie vengono condotti nel carcere di San Vittore a Milano, per poi essere trasferiti nel campo di concentramento di Mauthausen, dove riescono a sopravvivere fino alla fine della guerra.

Questo coadiuvante ha dimostrato un coraggio, uno spirito d’iniziativa e una lealtà straordinari; è in gran parte grazie ai suoi instancabili sforzi che circa trecento fuggitivi hanno potuto riconquistare la libertà.


Note:

[1] In quell’occasione Peck non è arrestato assieme ai coniugi Ferrari. Continua, pertanto, la propria attività per un altro mese, quando, tradito da alcuni membri del gruppo, è catturato dalla polizia di frontiera tedesca che lo consegna alla Gestapo. È condannato a morte. Grazie a una serie di fortunate circostanza riesce infine a fuggire e a riparare in Svizzera.

Dati

Gruppo famigliare: Ines Ferrari (moglie), Santino (nipote)

Data di nascita:
21/03/1911
Luogo:
Luino
Provincia:
Varese
Regione:
Lombardia
Assistenza prestata:
Ospitalità
Prigionieri aiutati:
Lte. John Desmond Peck-Australian Imperial Force.
Data inizio:
settembre 1943
Data fine:
febbraio 1944 (arresto e deportazione)
Altri aiutanti coinvolti:
Anna Marengo, Oreste Barbero, Pino Agrati, Luigi Mastroviti, Nando Dall’ Orto.
Bibliografia:
R. Absalom, L’Alleanza inattesa. Mondo contadino e prigionieri alleati in fuga in Italia (1943-1945), Pendragon, Bologna-B. G. Lett, Italy’s Outstanding courage. The Story of a Secret Civilian Army in World War Two, Independently published , 2020
Fonti archivistiche:
NARA, Record Group 331: Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, World War II Series: Inventory of the Records of the Prisoner of War Claims Screening Commission and the Allied Screening Commission (Italy), Claim n° 35.750
Note:
Storia del POW John Desmond Fox

La storia di Don Giuseppe Beotti