Gli aiuti

Iolanda e famiglia Salutari

Alcuni giorni dopo l’armistizio, Giovanni, uno dei sei figli di Antonio e Mariella Salutari, che ha appena dodici anni e conduce le pecore al pascolo, si imbatte nel prigioniero William Pusey.

I due soldati inglesi, William e Leslie, provengono dal PG. 21 di Chieti. Quando, dopo l’armistizio, il campo viene occupato dai tedeschi, i militari ricatturati sono trasferiti dapprima presso il PG. 78 di Sulmona e da qui inviati in Germania. Proprio durante la prima parte del viaggio, nei pressi di Collearmele, i due compagni riescono a saltare giù dal treno, nascondendosi sulle montagne circostanti, dove ricevono cibo e ospitalità dalla popolazione del posto. Giovanni, a proposito di quell’incontro:

Si avvicinò e a forza di gesti fece intendere che voleva qualcosa da mangiare. Non avevamo più̀ niente, perché avevamo già consumato il nostro pasto. Gli dicemmo però che poteva restare con noi e ci recammo nello stazzo dove avrebbero dormito le pecore. Dormivamo in una casetta lì vicino. William mangiò e restò con noi. Dopo qualche giorno disse che aveva un amico, rimasto in un altro luogo della montagna e che sarebbe andato a chiamarlo. Accettammo e William tornò con Leslie. 

La famiglia Salutari abita a Forca Caruso. Poche case sparse vicino al valico tra la valle Subequana e la Marsica. È composta dai genitori e da sei figli. Iolanda, diciassette anni, è colei che ha il compito di portare il cibo ai fuggiaschi, nel frattempo nascosti in una grotta. 

William e Leslie rimangono in zona alcuni mesi. Con l’arrivo del freddo si trasferiscono all’interno della casa dei Salutari, nel pagliaio, proprio sopra alla cucina. Un giorno, vedendo che i tedeschi stanno per entrare in casa, corrono a nascondersi sotto al letto dove sono conservati sacchi pieni di patate. Iolanda, con gran coraggio, prende uno dei tedeschi appena entrati in casa sottobraccio e gli dice di sapere dove si trovi il «kamerad» che sta cercando, allontanando così il pericolo dall’abitazione. 

Nonostante il freddo e la neve, Leslie decide di partire per raggiungere le linee alleate, avendo saputo della possibilità̀ di attraversare la Maiella con l’aiuto di alcune guide locali. William però si mostra titubante: «Mi disse di aspettare ancora qualche tempo prima di partire. Dopo circa due settimane mi confessa: “Leslie, io non vengo perché mi sono innamorato di Iolanda”». 

Messosi in viaggio assieme a Martin, un altro soldato americano che aveva trovato rifugio in zona, Leslie si allontana dalla famiglia Salutari e da William, venendo, tuttavia, presto ricatturato. Trasferito in Germania presso il campo di concentramento di Rothenburg, vi rimane fino alla fine della guerra.

William Pusey, invece, continua la sua permanenza presso la famiglia Salutari. Quando, nel giugno del ‘44, il fronte si allontana definitivamente dall’Abruzzo, il giovane, che ha intanto imparato l’ italiano, sale su un balcone e annuncia alla gente di Castelvecchio che è innamorato di Iolanda e che l’avrebbe sposata. Il matrimonio è celebrato il 25 giugno 1944 nella parrocchia dei SS. Battista ed Evangelista di Castelvecchio Subequo.

William e Iolanda si sono in seguito trasferiti in Inghilterra. Prima della sua morte, avvenuta nel 1983, William ha manifestato la volontà̀ di essere cremato e che le sue ceneri fossero divise: una metà deposta accanto alla tomba della moglie Iolanda, morta anni prima in Inghilterra, e l’altra sparsa sulle montagne nei pressi di Castelvecchio Subequo, dove aveva trovato l’amore e trascorso quello che ne suoi ricordi era stato il periodo più bello della sua vita. Le figlie hanno in seguito esaudito le sue volontà̀. 

Leslie Jagger è più volte tornato a far visita alla famiglia Salutari nel dopoguerra.

Dati

Gruppo famigliare: famiglia Salutari

Data di nascita:
1926
Luogo:
Forca Caruso (Castelvecchio Subequeo)
Provincia:
L'Aquila
Regione:
Abruzzo
Assistenza prestata:
Ospitalità, cibo, assitenza medica
Prigionieri aiutati:
Lte. Walter Leslie Jagger-Royal Engineers - William Pusey.
Data inizio:
settembre 1943
Data fine:
giugno 1944
Bibliografia:
R. Borri Marinucci, M. L. Fabiilli Faraglia, M. Setta (a cura di), E si divisero il pane che non c'era, Qualevita, Torre dei Nolfi- L’Aquila, 2009-F. Del Monaco, M.R.La Morgia, Sul sentiero della libertà. Storie dell’Abruzzo tra guerra e resistenza. Ianieri Edizioni, Pescara, 2023
Fonti archivistiche:
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La storia di Don Giuseppe Beotti