Gli aiuti

Giovanni D’Alauroi

Giovanni, paracadutista dell’esercito italiano di stanza in Sardegna, al momento dell’armistizio abbandona la propria unità e arriva in volo a Pistoia. Da qui, a piedi, si dirige a sud: il 23 settembre 1943 raggiunge le forze alleate.  Dopo essere stato interrogato, presso Campobasso, diviene agente di collegamento dell’A-Force[1].

Ufficialmente reclutato in data 18 ottobre, partecipa da subito a una missione dietro le linee alleate da cui ritorna due mesi dopo, il 22 dicembre, portando con sé quasi cinquanta ex-prigionieri; parte ancora nel maggio 1944, assieme ad altri due agenti, venendo questa volta paracadutato e tornando indietro con due militari messi in salvo. Nel luglio 1944 D’Alauro è inviato in Liguria, nella zona di La Spezia.

La Commissione Alleata, a proposito dell’operato dell’uomo nel corso di quella missione:

Costruì una base e, reclutando agenti locali, radunò tutti gli ex prigionieri di guerra nel raggio di chilometri, li nutrì, vestì, ospitò e si prese cura di loro […] Durante il suo soggiorno, dal luglio 1944 fino alla liberazione della zona nel maggio-giugno 1945, mantenne oltre 200 ex prigionieri di guerra e aviatori alleati, facendoli guidare in gruppi organizzati attraverso le linee alleate verso la salvezza. […] Molte volte la zona in cui si trovava fu minacciata dai rastrellamenti tedeschi, ma continuò a prendersi cura dei suoi protetti anteponendoli alla propria sicurezza personale; azionando la sua radio almeno una volta al giorno, organizzando la ricezione dei rifornimenti, costruendo una piccola pista per consentire a un aereo di atterrare e recuperare eventuali fuggitivi feriti, e svolgendo il suo incarico con un livello di efficienza così elevato da guadagnarsi elogi incondizionati da tutti coloro che ha assistito.
Il grande coraggio del tenente D’Alauro, il suo costante buon umore e la sua accettazione senza esitazione di ogni richiesta che gli veniva rivolta sono stati di ispirazione per tutti coloro con cui entrava in contatto.

Dopo la Guerra D’Alauro ha collaborato con l’Allied Screening Commission.


Note:

[1] L’ A-Force, dipartimento della Sezione 9 dell’Intelligence Militare britannica [M.I.9], fu costituito per favorire l’evacuazione di ex prigionieri di guerra e altri fuggitivi alleati [solitamente piloti e membri degli equipaggi che non erano mai stati catturati] da dietro le linee nemiche. Vi operarono numerosi ufficiali alleati. Dopo l’armistizio, la A-Force reclutò anche membri del Regio Esercito Italiano, in particolare paracadutisti, ora impegnati a combattere contro fascisti e tedeschi.

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Dati

Data di nascita:
1915
Luogo:
Campobasso
Provincia:
Campobasso
Regione:
Molise
Assistenza prestata:
Agente A-Force che opera nell'ambito di missioni alleate
Data inizio:
18 ottobre 1943
Data fine:
giugno 1945
Bibliografia:
B.G. Lett, Italy’s Outstanding courage. The Story of a Secret Civilian Army in World War Two, Independently published, 2020
Fonti archivistiche:
NARA, Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, World War II Claim, Series (RG. 331), Claim n° 83.387

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