Gli aiuti

Attilio e Leonildo Bettilli

Concetta ed Elisabetta, vedove dei fratelli Bettili, scrivono alla Commissione Alleata nel giugno 1945:

Vogliamo richiamare l’attenzione del Comando Alleato sulla crudeltà che spinse i fascisti ad accanirsi  contro due uomini che agirono per seguire i loro ideali di pietà cristiana e che aiutarono i vostri fuggitivi senza alcuna promessa di ricompensa. Attilio e Leonildo furono entrambi così generosi che, a partire dall’8 settembre ’43, si offrirono in sacrificio, giorno e notte, per il bene degli altri, mossi solo dal loro grande ideale di eroismo e carità. I ​​prigionieri che giungevano nella nostra zona, per soggiornare o semplicemente di passaggio, venivano accolti nella loro casa e generosamente riforniti di vitto, alloggio e vestiario. E non è tutto. Senza tener conto delle sanzioni che avrebbero messo in atto i nazifascisti, si recavano nei rifugi più lontani per portare medicine e conforto ai malati. Li  facevano curare dal medico locale, ed è solo grazie ai loro sacrifici, e a quelli delle loro mogli, che tutti sono guariti.

La notte del 5 novembre 1943 la famiglia Bettili sta dando riparo a tre soldati. William Connel, che dorme in casa, al piano di sopra, e altri due -uno di loro è l’indiano Linghk Hararbhajont – nascosti nel fienile adiacente. Alle ore ventitré la casa è circondata da circa quindici Camicie Nere che iniziano a sparare per spaventare i Bettili. Uno dei fascisti è ucciso accidentalmente. Non appena iniziano gli spari, Lino Bettili, figlio diciottenne di Leonildo, intima a Connel di saltare dalla finestra sul tetto di una dependance adiacente e di rimanere lì fino a quando i fascisti non saranno andati via. Un’ora dopo, tuttavia, Connel salta giù nel tentativo di sfondare l’accerchiamento. Ma visto da alcuni fascisti è immediatamente catturato. Dopo il suo arresto è portato in casa e brutalmente picchiato affinché riveli dove ha dormito e se ci sono altri soldati alleati. In seguito ai molti maltrattamenti, il militare confessa e indica il nascondiglio degli altri due prigionieri. Mentre il gruppo di fascisti attende rinforzi, alle cinque del mattino, Lino, chiede il permesso di andare presso la stalla per dare da mangiare alle mucche: il giovane coglie l’occasione per recarsi presso il fienile, chiamare i due prigionieri e mostrare loro la strada per sfondare l’accerchiamento, cosa che i due riescono a fare con successo.

Alle sei del mattino circa duecento fascisti e ottanta tedeschi giungono sul posto e iniziano un’operazione di rastrellamento che li porta alla casa di Luigi Ferrari, a circa un miglio di distanza: anche l’uomo dava allor rifugio a un prigioniero di guerra indiano (Ink Harbajant), catturato nel fienile. Subito dopo anche Luigi, che sta lavorando nei campi è arrestato e trasferito in località Montorio a Palù, dove sono stati già condotti i fratelli Bettili e il prigioniero Connel.

Attilio, Leonildo, Luigi e i due militari alleati che avevano trovato rifugio nelle loro case sono immediatamente fucilati, senza alcun processo.

A proposito dell’uccisione dei due fratelli Bettili il CLN di Zevio scrive nel 1945:

Tutta la popolazione di Zevio è ancora addolorata per la perdita dei fratelli Bettili, e ancor più lo siamo noi che abbiamo condiviso con loro tutti i pericoli e le sofferenze. Non si trovano parole per esaltare la personalità di questi martiri.

Dati

Gruppo famigliare: famiglia Bettili

Data di nascita:
Attilio (20/10/1894) – Leonildo (1895)
Luogo:
Zevio
Provincia:
Verona
Regione:
Veneto
Assistenza prestata:
Vitto, alloggio, vestiario
Prigionieri aiutati:
William Connel, Linghk Hararbhajont- Indian Army, altri prigionieri non identificati
Data inizio:
08 settembre 1943
Data fine:
05-06 novembre 1943 (uccisione)
Altri aiutanti coinvolti:
Luigi Ferrari
Bibliografia:
Atlante delle stragi Naziste e Fasciste in Italia – Episodio di Palù, 5-6 novembre 1943 - https://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/PALU,%2005-06.11.1943.pdf
Fonti archivistiche:
NARA, Records of Allied Operational and Occupation Headquarters, World War II Claim, Series (RG. 331): Approved Death Claims Claim: “Corrà Elisabetta [Vedova Attilio Bettilli]” n° 33.840D - “Sorriolo Concetta [Vedova Bettilli Leonildo] Claim n° 33.843D.

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